L'obesità:

Aspetti eziologici e psicoterapeutici

 

R. Garbin

Data ultima stesura 26/02/99

 

Le cause dell'obesità

Lo scopo di questo articolo è di presentare brevemente cos'è l'obesità e il suo trattamento in ambito psicoterapico.

Si può parlare di soggetti obesi usando il BMI (Indice di massa corporea) quando questo è maggiore di 40, usando i range approvati dall'Organizzazione mondiale della Sanità. Il BMI, chiamato anche Indice di Quetelet, è il più utile indice clinico per calcolare la massa adiposa in eccesso.

L'eziologia dell'obesità rimane ancora un mistero. Le varie teorie hanno messo in luce fattori genetici fisiologici sociali e psicologici.

Le teorie psicologiche si basano soprattutto su variabili cognitive e sociali o sugli effetti dell'apprendimento.
Il modello comportamentale si basa sull'assunto che l'obesità è frutto di abitudini inadeguate acquisite nel tempo, unite ad un deficit delle abilità di autocontrollo, da parte del soggetto.

 

Psicoterapia dell'obesità

Una psicoterapia dell'obesità può avvalersi di metodi diversi e di trattamenti diversi sia individuali che di gruppo.
Il trattamento di gruppo può aumentare la "compliance" del paziente al programma.

Un metodo di trattamento dell'obesità è l'uso dei" contratti comportamentali". Tali contratti specificano gli esatti comportamenti richiesti al paziente e al terapeuta ed indicano le conseguenze dell'osservanza del contratto (Mann 1973).

Altro modo è formare un programma di autocontrollo con il quale s'intende insegnare all'individuo obeso tecniche per ridurre il mangiare eccessivo. Questo programma si articola in una serie di passi:
1) Accettazione del paziente da parte del terapeuta.
2) Definizione degli obiettivi e autoregistrazione da parte del paziente di quello che mangia e quando mangia.
3) Controllo dello stimolo.
4) Cambiare i comportamenti alimentari.
5) Autoricompensa.
6) Controllo degli spuntini.
7) Sviluppare una condotta di vita rinforzante.
8) Ristrutturazione cognitiva.
9) Follow up finale.

Un altro metodo è l'uso del programma multifattoriale di trattamento comportamentale.
I pazienti vengono trattati in gruppi di 5/8 persone e partecipano a 14 sedute settimanali (Mc Reynols, Paulsen, Lutz).
Questo metodo ha dato risultati davvero impressionanti soprattutto per quanto riguarda il mantenimento del calo ponderale ottenuto. Durante tutto il programma i pazienti tengono un registro giornaliero del cibo, nel quale indicano il cibo ingerito la quantità, l'ora del giorno, e il luogo dove hanno mangiato.
In questo metodo l'alimentazione è considerata come una catena di comportamenti in cui ogni anello serve da stimolo per l'anello successivo.
Dato che ogni anello può influenzare l'alimentazione il programma d'intervento è centrato su ciascuno di essi.
Questi anelli sono:
- Acquisto del cibo.
- Come riporre il cibo.
- Preparazione del cibo.
- Come servire il cibo.
- Come mangiare.
- Cosa mangiare.
- Come sparecchiare.
Follow up finale: dove si presentano al paziente una serie di strategie per aiutarlo a mantenere il calo ponderale una volta raggiunto il peso desiderato.

 

 

Per approfondire:

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