LE NEUROSCIENZE
ovvero come si può superare la dicotomia "mente-corpo"
La psicologia cognitiva appartiene alla famiglia delle neuroscienze.
Le neuroscienze sono tutte quelle discipline scientifiche fondatesi sulla convinzione che l'essere umano sia il mammifero più evoluto vivente sul pianeta terra; come tutte le altre forme di vita terrestri, anche la vita umana segue le leggi naturali ed è quindi interdipendente dall'ambiente in cui si svolge. I pensieri, le emozioni, i comportamenti umani sono il risultato della filogenesi e della ontogenesi della persona, nel senso che ogni essere umano vive secondo quanto ha appreso nella sua vita e secondo quanto gli è stato tramandato rispetto al passato.
Il compito peculiare della psicologia cognitiva - rispetto ai compiti delle altre neuroscienze - è quello di riuscire a superare la dicotomia "mente-corpo", che esiste in tutti i paesi civilizzati dalla cultura greco-latina. Per gli psicologi cognitivi non esiste una mente separabile dal corpo; tutti i processi cognitivi sono insieme: intellettuali, emotivi, fisici! Ciò significa ad esempio che, mentre sostengo l'esame di teoria della patente di guida: sono impegnato intellettualmente a rispondere al quiz, sono però anche molto in ansia perchè ci tengo a dare una buona prestazione, infine sto bruciando calorie e consumando molta attenzione e me ne accorgerò sentendomi stanco e affamato quando mi rilasserò al termine della prova.
Apparentemente queste sono osservazioni molto banali. Non è affatto facile incontrare scienziati che le accettino di buon grado e che ne facciano la base di ogni loro ricerca e teoria sul funzionamento dell'essere umano.
Il filosofo John Dewey aveva proposto - ormai un secolo fa - l'idea che la persona è una unità in azione. Nel grado di unità di mente e corpo, Dewey trova la misura del grado di umanità della persona. L'unità di mente e corpo è visibile/osservabile nelle azioni: pensiero, percezione, movimento, costruzione di significati, della persona stessa.
Nel 1931 Dewey ha scritto a proposito dell'unità in azione (pensiero, percezione, movimento, costruzione di significati): < Più la specie umana diviene umana, più si civilizza, meno ci sarà un comportamento che è solo fisico o un comportamento che è solo mentale. Pertanto assume validità l'affermazione che possiamo usare la quantità di distanza che separa ciò che è fisico da ciò che è mentale, per avere un test (una misurazione) della mancanza di sviluppo di umanità nella comunità sociale osservata ............... Siamo purtroppo abituati a dividere le qualità delle azioni umane in due fenomeni distinti e non sappiamo come ristabilire connessione e unità fra mente e corpo ............... Abbiamo sempre bisogno di distinguere fra: una azione che è routine e una azione resa viva da intenzionalità e passione; una azione che è fredda, cosicchè noi la chiamiamo meccanica/non umana e una azione che è calda e empatica; una azione che segna un allontanamento da ciò che sta accadendo nel "qui e ora" per tornare nel passato a correggerlo e una azione che affronta ciò sta accadendo nel "qui e ora"; una azione che è complessa e ricca perchè accoglie in sè ciò che è nuovo, sviluppandolo in qualcosa di diverso e una azione che si applica a ciò che è standard/uniforme/ripetitivo; una azione che è bestiale e una azione che è divina nella sua umanità; una azione che è "un buco nell'acqua"/un "cane si morde la coda"/ uno "spreco inutile di energia" e una azione che è mirata a un bersaglio e segue una logica ben precisa.>
La psicoterapia cognitiva unifica se e solo se non divide! Lo psicoterapeuta che si dimentica del corpo e non cura la sofferenza fisica del disturbo mentale che affligge il suo paziente, non sta effettuando un intervento scientifico valido.
Se è piuttosto ovvia l'affermazione che ogni trauma - nel senso etimologico di ferita/lesione - è sempre fisico e mentale contemporaneamente (provate a restare parecchi giorni immobilizzati a letto per una frattura e proverete cosa significa essere depressi); è meno comprensibile la complessità dei disturbi per i quali si chiede aiuto a uno psicoterapeuta. L'alcooldipendenza è un buon esempio di quanto i significati/i valori dell'essere umano siano sempre sia linguistici che fisici; nell'esempio, una persona può assicurare che se domani le verrà offerto da bere, rifiuterà la bevanda alcolica. Ma quando questa persona dà questa garanzia, è consapevole solo delle parole pronunciate; cioè non sa del tutto cosa succederà domani nella situazione immaginata oggi. La situazione che la persona prevede è senz'altro una in cui lei riesce a rifiutare la bevanda alcolica; la situazione reale può presentare delle caratteristiche che impediscono all'alcolista di mantenere fede alle parole date rispetto a una situazione che ha immaginato diversa. Riassumendo, con le parole noi riusciamo a dare significato solo a una parte della nostra vita: molti degli eventi che viviamo sono "INCARNATI" e non rappresentabili linguisticamente.
Chi cura i disturbi sessuali sa bene quanto sia difficile trovare le parole per spiegare dei movimenti che ci fanno sentire in un modo indescrivibile (l'esperienza dell'orgasmo).
Il cambiamento di una particolare abitudine disturbante - "idea fissa", disturbo del sonno, dipendenza da sostanze, discontrollo dell'aggressività (anassertività), disturbo del desiderio sessuale - è quindi il cambiamento di alcuni valori personali incarnati. La persona non riesce mai a comprendere da sola cosa le serve per effettuare un tale cambiamento, perchè - non potendosi facilmente osservare dall'esterno - non riesce a individuare quali siano le caratteristiche personali associate all'abitudine disturbante. E' per questo bisogno di distacco - necessario a cogliere l'unità in azione - che nella mia pratica psicoterapeutica obbligo i pazienti al riascolto delle sedute di psicoterapia; l'ideale sarebbe rivedersi in video ma, per ora, non ho questa possibilità. Certo, chi deve cambiare una abitudine disturbante per migliorare la performance a una gara, sa bene quanto sia importante studiarsi in video per cogliere tutta la complessità del proprio sè in azione!