MOTIVAZIONE E BISOGNI INDIVIDUALI ATTRAVERSO
L’ESPRESSIONE GRAFICA:

Un contributo per l’integrazione nell’ambiente di lavoro

 

Autore : Giordano Lovato

 

SCRITTURE DI DUE INGEGNERI MECCANICI:

Vorrei iniziare l’intervento con una riflessione su due grafie (fig.1), sono scritture di due ingegneri meccanici che si sono presentati ad una selezione per un posto di responsabile progettazione,

sono evidenti molte diversità solo elencandone i segni grafici più significativi:

la grafia A
fluida
slanciata
pendente
ariosa
larga tra parole
la grafia B
minuziosa
chiara
statica
margini
larga tra parole
vedi le grafie

La diversità delle grafie è facilmente rilevabile anche ad un occhio profano. L'analisi di queste grafie è orientata a comprendere le tendenze e le caratteristiche individuali in vista di una appropriata applicazione in un contesto lavorativo.

Come grafologo ritengo che la grafia sia una proiezione scritta della persona e delle sue peculiarità, quindi partendo da questa differenza macroscopica delle grafie, prima di procedere ad un orientamentyo lavorativo, mi sono posto alcune domande, in particolare alcune considerazioni riguardo il loro successo negli studi:

Entrambi hanno portato a termine un corso di laurea in ingegneria meccanica, ma se all'inizio di questi corsi fosse stato  richiesta una indicazione   di orientamento scolastico, quale  sarebbe stata la scelta più indicata?

Il successo avuto in una facoltà impegnativa come ingegneria ci permette a questo punto di porre una questione importante: c'è differenza  fra le attitudini di una persona  e  capacità individuali di riuscire.

In altri termini ci possiamo trovare di fronte a delle persone che, pur non facendo una scelta scolastica perfettamente centrata o un lavoro calibrato per le loro attitudini, sono perfettamente in grado di eseguire i compiti che gli vengono dati in quanto le loro potenzialità mentali e personali glielo permettono, anche se le loro attitudini sono altre. Se invece le potenzialità mentali sono esigue anche la richiesta di un piccolo sforzo per adattarsi a compiti non adeguati non arriverà al successo.

In altri termini potremmo dire che si adattano (con più o meno successo) alle richieste ambientali.

La questione è quindi : quali sono i compiti che una persona è in grado di eseguire, quali sono invece quelli che una persona preferisce fare?

è facile comprendere in quale dei due momenti la persona si senta più motivata, questo ci porta a dover parlare di motivazione al compito.

MOTIVAZIONE E BISOGNI INDIVIDUALI

Spesso nel campo della selezione del personale ci si sente fare delle domande come:

Per tentare di rispondere a queste domande dobbiamo prima chiederci cosa intendiamo per motivazione e da dove prende origine. E nel nostro caso: che contributi possiamo avere dallo studio della grafia.

Diversi autori si sono occupati di motivazione e bisogni, i più conosciuti in questo senso sono Maslow e la sua scala dei bisogni (tavola 1), e Herzberg che ha teorizzato la motivazione come il rapporto esistente fra soddisfazione e insoddisfazione. Potremmo sintetizzare la cosa in questi termini:

come nasce la motivazione

  • motivazione prende origine come termine da "motivo" che in questo caso significa spinta, causa per cui.. , in pratica è una forza che spinge la persona verso una certa meta.

    tavola 2

    BISOGNO

    |

    SITUAZIONE DI SQUILIBRIO

    |

    TENSIONE PER PORTARE L’EQUILIBRIO


  • la motivazione è la spinta per riportare la persona a una situazione di gratificazione del bisogno.

    Maslow ha stabilito una gerarchia nella gratificazione dei bisogni nelle persone, gerarchia che viene in maggior parte rispettata. Questa teoria ci permette di fare alcune riflessioni;

    I bisogni sociali sono uguali per tutti, o ognuno ha un modo diverso di intenderli e di gratificarli ? Per non parlare poi del bisogno di autorealizzazione.

    L’idea è che bisogni individuali si siano evoluti o meglio articolati, personalizzati attraverso la quotidiana ricerca di gratificazione.

    Il bisogno di sopravvivenza passa attraverso un bisogno di alimentazione fisica, ma anche attraverso l’alimentazione degli stati psichici.

    Le relazioni con le persone sono l’alimento fondamentale per la sopravvivenza psichica; potremmo chiederci se i bisogni personali hanno contribuito a formare anche le personalità e le caratteristiche individuali.

    Molte teorie psicologiche partono da questi assunti, Freud parla di impulsi , di esigenze dell’ES da mettere d’accordo attraverso i meccanismi dell’IO con le richieste della realtà. (principio di piacere - principio di realtà)

    L’incontro fra forze interne e esigenze esterne da origine a una direzione evolutiva specifica, a questa direzione contribuiscono

    i rinforzi ambientali , o le frustrazioni ottenute, i modelli culturali, i modelli familiari , e in modo particolare le relazioni affettive importanti e i ruoli giocati in esse dal soggetto che insegnano alla persona diverse cose

    Tutto questo dà una direzione di crescita personalizzata ad ogni individuo

    Potremmo dire che la personalità è una struttura in evoluzione che rappresenta la risposta che un individuo è riuscito a dare al problema principale, cioè vivere.

    Può essersi sviluppata un’esigenza di chiarezza, o un’esigenza di contatto sociale, o una esigenza di controllare sempre la situazione, o un bisogno di primeggiare, di farsi valere, di imporsi, di essere rassicurati, di rassicurare, di essere cedevole, o di essere inflessibile, di fidarsi o di essere diffidente e così via.

    Come si è costruita la sua mappa della realtà? Cosa è importante fare e cosa non lo è?

    In che modo interagisce con il mondo, di cosa va in cerca quella persona ?

    Alla fine quali sono i bisogni ultimi che cerca di gratificare?

     

    LA GRAFIA

    Tutte queste forze che si muovono all’interno della persona possono essere comprese attraverso lo studio della grafia?

    La grafia è in grado di indicarci i bisogni di una persona?

    In passato spesso l’analisi della grafia è stata associata a scienze divinatorie che dichiaravano di prevedere il futuro, è invece chiaro che lo studio scientifico della Psicologia della Scrittura non permette di essere predittivo, resta comunque il fatto che può permettere di indicare quali sono le spinte e i bisogni di una persona indicandoci come probabilmente cercherà di risolvere un determinato problema.

     


     

    Tavola 3

    BISOGNO

    |

    SITUAZIONE DI SQUILIBRIO ( DISAGIO)

    |

    TENSIONE PER PORTARE L’EQUILIBRIO (MOTIVAZIONE)

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    ATTIVAZIONE DI STRATEGIE PER SUPERARE L’ANSIA DOVUTA AL BISOGNO

    |

    LA RIPETIZIONE DI STRATEGIE DIVENTA INCONSCIA E FISSA DEI TRATTI STABILI DELLA PERSONA

    |

    LA PERSONA E’ MOTIVATA QUANDO SI TROVA IN SITUAZIONI IN CUI PUÒ RIPETERE LE SUE STRATEGIE

     


    Possiamo ampliare la tabella 2 sviluppando il concetto di bisogno con un concetto di comportamento elettivo volto a risolvere l’ansia prodotta dal bisogno. Inoltre si può trovare che la persona cercherà di ripetere questo comportamento in quanto ha avuto successo per risolvere una situazione di disagio. I bisogni iniziali si trasformeranno per la persona in bisogni di ripetere un certo tipo di comportamento, diremmo che saranno facilmente motivate a questo.

    Proviamo a leggere le caratteristiche personali alla luce di quanto detto per comprendere meglio a cosa saranno motivate queste persone:

    Riprendiamo le grafie degli ingegneri ,ripercorriamo il percorso di studi sotto l’ottica dei bisogni e delle motivazioni; è probabile che la loro esperienza universitaria sia stata molto differente.

    I bisogni dell’ingegnere A sono gratificati attraverso strategie che impiegano:

    la velocità, il cambiamento, la conquista attraverso il movimento, la fantasia, la conoscenza.

    La motivazione allo studio parte da radici particolari, l’università è stato un passaggio per arrivare ad un’attività più libera e creativa dove le possibilità operative erano maggiori.

    I bisogni dell’ingegnere B sono gratificati attraverso strategie che impiegano:

    La precisione, la razionalità, il controllo attraverso l’esercizio della mente, il tentativo di fermare le cose per placare un senso di insicurezza percepito per cose troppo dinamiche.

    Il clima strutturato di un corso di studi lo rassicurava e gratificava un bisogno di sicurezza e di protezione. L’ingegnere A avrà affrontato le cose sotto forma di sfida e di messa alla prova accettando anche un margine di rischio, l’ingegnere B avrà affrontato le cose molto seriamente esasperando e gratificando il bisogno di precisione e di assolutismo scientifico che la facoltà gli indicava.

    L’origine dei bisogni è sempre stata di ordine emotivo affettivo, la loro trasformazione per essere soddisfatti ha permesso di sviluppare per l’ingegnere A capacità dinamiche e di creatività, nell’ingegnere B capacità di ragionamento e di meticolosità ideativa.

    Durante un corso di studi le situazioni di apprendimento sono sostanzialmente delineate, la meta (la laurea) da raggiungere è quella, il modo con cui ottenerla può differire ma in sostanza non molto.

    In questo caso parliamo di potenzialità di adattamento ad un determinato impegno come il corso di studi.

    Nel mondo del lavoro le cose cambiano, c’è libertà di movimento, le situazione e le occasioni di progredire di svilupparsi e di crescere in un senso o nell’altro sono molteplici e questo induce alcune persone a crearsi all’interno del proprio ambiente quelle occupazioni che più gli permettano di gratificare i propri bisogni.

    Nel lavoro c’è più selezione e anche più occasioni per chi le vuole cercare e chi le vuole vedere.

    Ognuno quindi più o meno coscientemente farà delle scelte che lo portano a gratificare i propri bisogni creando maggiore o minore motivazione.

    Parlare di motivazione nel lavoro vuol dire parlare di conoscenza dei bisogni personali, una motivazione migliore porta a un rendimento migliore con maggior gratificazione per la persona e indubbi vantaggi per l’azienda. La motivazione non può essere vista in modo generalizzato e standardizzato ma deve essere calibrata sulla persona , questo già nella fase iniziale di selezione della persona .

    I quesiti non possono ridursi nel trovare una risposta sulla capacità di eseguire potenzialmente quel lavoro, ma più attentamente se la persona troverà nel lavoro, nell’ambiente e nei compiti previsti una possibilità di gratificare i propri bisogni .

    La valutazione grafica permette in tal senso un utile approfondimento portando delle informazioni sull’integrazione della persona nel suo futuro ambiente di lavoro.

    GRAFIA C (donna di 35 anni , scolarità media superiore)

    La grafia in questione ha alcune caratteristiche salienti e ci permette di fare delle considerazioni su come i bisogni interni di una persona non siano sempre chiari ma possano anche essere contrastanti e frenare al motivazione del soggetto verso scelte gratificanti.

    I segni più evidenti sono : Ascendente, buona pressione, robusta, radicata, margini sx, slegata aste assottigliate, tagli "t" alti, riccio indipendenza, interrigo largo, variabile.

    In termini di bisogni spicca un bisogno di indipendenza (ricci indip. e radicata) di fare le cose a proprio modo e di essere protagonista nella propria attività, vorrebbe un’attività autonoma variabile che gli permetta di esprimere anche la creatività organizzativa. Ne avrebbe le doti e probabilmente avrebbe anche successo.

    Nei suoi intenti ha cercato, e ottenuto, le licenze di commercio necessarie per aprire un negozio.

    L’altro bisogno molto forte che esiste è legato al bisogno di essere rassicurata, c’è un timore dell’autorità (margine sx) e un timore di affrontare senza appoggi situazioni particolari (aste assottigliate e t assottigliati). La soluzione di questi contrasti la porta a rimanere in un posto statale (ormai da 15 anni) con attività di routine . Dopo i primi tentativi di portare il proprio modo di fare nel lavoro statale, c’è stata nel tempo una accettazione passiva del lavoro (per la gratificazione del bisogno di rassicurazione che dà); rimane un residuo di rabbia per la sensazione di poter fare qualcosa di diverso. La motivazione è cercata altrove nel tempo libero attraverso attività che gli permettano di gratificare i bisogni di essere attiva, riconosciuta per le proprie capacità organizzative e per lo spirito pratico.

     

    CONCLUSIONI L’ABILITA DEL MOTIVATORE:

    Noi parliamo di bisogni perché la gratificazione di questi è alla base per la motivazione ad un compito, tanto più un compito nel suo modo di essere portato a termine si avvicina alla gratificazione dei bisogni reali di una persona tanto più questa è motivata ad eseguirlo.

    Non si parlerà più di un orientamento specifico per un lavoro rispetto ad un altro ma soprattutto di modalità diverse di realizzarsi nel lavoro e queste modalità dipendono principalmente dai bisogni individuali.

    Alcuni lavori possono già di per sè risultare motivanti per una persona, quindi l’intervento esterno è in secondo piano, molte altre volte invece le capacità del motivatore sono molto importanti, per far percepire alla persona aspetti del compito che sono in linea con i suoi bisogni..

    L’abilità nel motivatore sta’ nella capacità di proporre alla persona delle mete che permettano di gratificare il propri bisogni specifici ma che nello stesso tempo siano raggiungibili dalla persona.

    Prospettare sfide operative adatte alla persona, e la persona deve intuire che può farcela. Tornando ai nostri ingegneri in entrambi il bisogno di conquistare e di controllare è forte ma le modalità sono diverse nel primo la conquista avviene attraverso il movimento nel secondo attraverso la meticolosità e il raziocinio, trattare allo stesso modo queste due persone e pareggiare le aspettative nei loro confronti può creare solo incomprensioni e attriti, concludersi con rotture interne e fallimenti relazionali.

    Si può intuire come il campo dei bisogni sia un modo di affrontare lo studio della persona molto vasto e articolato e che per questo richiede una attenta analisi. Apre degli spunti conoscitivi che possono andare aldilà del solo orientamento al lavoro e interessare lo studio delle dinamiche di coppia o delle relazioni instaurate in contesti psicoterapeutici.

    Bibliografia

    Marchesan M. "Psicologia della scrittura Segni e tendenze con orientamento psicosomatico " Istituto di Indagini Psicologiche, Milano 1955 (III ed. ampliata 1978)

    Moretti G.M. "Trattato di Grafologia", Scarponi Osimo 1914, (XI ed. ampliata, Messaggero Padova 1977)

    Bidoli S.A. "Psicologia della Scrittura" Longanesi Milano 1979

    Millevolte A. "La scrittura: l’analisi grafologica per la valutazione delle attitudini professionali " EBC ,Trieste 1991

    Denny R. "Motivate to Win" Kogan Page Ltd London UK 1993 (tr. Motivazione l’arma vincente , FrancoAngeli Milano 1994

    Maslow H.A. "Motivazione e personalità " , Armando, Roma 1974

    Zetzel E. e WW Meissner "Psichiatria psicanalitica" Boringhieri, Torino 1976

     


    tavola 1

    1. Bisogno di autorealizzazione realizzare le proprie potenzialità , lo sviluppo personale, la creatività e la possibilità di espressione

    2. bisogni dell’io, indipendenza, conoscenza e reputazione, bisogno di stima

    3. bisogni sociali, di appartenere ad un gruppo, di esserne riconosciuti, e protetti

    4. bisogni di sicurezza amore affetto, certezza che tutto rimane stabile

    5. bisogni fisiologici, sono legati alla sopravvivenza

     


    Relazione esposta al Convegno Nazionale dell'Associazione per la Ricerca e Studio di Psicologia Applicata (APRESPA) Rimini 1997