DISTURBI DELLA PERSONALITA'

E. Pajusco

 

I Disturbi della Personalità (DP) sono 10 tipi di disturbi psichiatrici che si caratterizzano per una estrema variabilità di sintomi. Secondo un numero sempre maggiore di ricercatori psicologi e psichiatri, queste 10 "etichette" servono a descrivere i casi senza speranza di guarigione che abbisognano solo di un elevato dosaggio di psicofarmaci.

L'insidia dei DP è infatti nella variabilità dei sintomi ovvero la stessa persona - in momenti diversi della sua vita - è : depressa, in ansia, violentemente arrabbiata; manifesta comportamenti ossessivi; è sofferente di disturbo alimentare; ha una grave dipendenza da sostanze e/o dal gioco d'azzardo.

Compiere diagnosi di DP è quindi complicato; ancora più difficile però è la cura delle 10 sindromi che non hanno né stabilità né coerenza nelle loro manifestazioni cliniche.

La terapia cognitivo-comportamentale dei DP è sempre ri-educazione dello stile di relazione della persona "disturbata". Secondo Marsha Linehan (autrice di uno storico manuale di terapia del Disturbo Borderline di Personalità), i DP consistono di un modo dis-funzionale di stare in relazione con sé e con gli altri, imparato nei primi mesi/anni di vita.

L'antichità del DP - nel senso che è tanto vecchio quasi quanto la persona che lo vive - comporta a volte come complicanza un Disturbo Dissociativo dell'Identità (DDI) ovvero una grave incapacità della persona a "sentirsi".

Sia i DP che il DDI presentano una bassissima tolleranza allo stress; sintomi della difficoltà a gestire gli aspetti faticosi della vita quotidiana sono : allucinazioni, deliri, esperienze dissociative o stati di alterazione della coscienza.

Quanto più la persona affetta da DP non ha "ruoli attivi" nella vita quotidiana, tanto più presenta un deficit di memoria prospettica. Per tale motivo un anziano con DP assomiglia moltissimo a un anziano affetto dalla demenza di tipo Alzheimer. La memoria prospettica consiste infatti nel :

p formarsi una intenzione e pianificarla;

p ricordarsi tale intenzione :

ricordarsi "cosa", ricordarsi "quando", ricordarsi di eseguire l’azione;

p eseguire l’azione al momento deciso :

pianificare l’azione, e poi ricordarsi di aver eseguito l’azione.