La Terapia on-line
(tramite e-mail)

A.M. Corato

Data ultima stesura 22/01/00

Questo articolo ha lo scopo di riordinare le idee su un fenomeno nuovo nel mondo della salute mentale, fenomeno che sembra destinato ad affermarsi sempre di più. Naturalmente si tratta di una elaborazione personale fatta in base alle esperienze e alle teorie disponibili attualmente: esistono anche posizioni diverse su questi fenomeni (più entusiastiche o, al contrario, più critiche), che possono essere reperite attraverso i riferimenti nell'ultimo paragrafo. Sarei lieto di ricevere commenti e suggerimenti su questo argomento.

 

Di cosa si tratta?

A partire dalla prima metà degli anni '90 la diffusione capillare di Internet negli U.S.A. ha permesso lo sviluppo, tra i vari servizi innovativi, della cosiddetta "terapia on-line" o "e-therapy".
La "e-therapy" nasce come naturale evoluzione dei primi siti che fornivano informazione e consulenza sulla salute mentale, in seguito alle spontanee richieste degli utenti di approfondimento e sostegno rispetto ai quesiti da loro posti.

In sostanza si tratta di una modalità interattiva di comunicazione, finalizzata a fornire aiuto per potenziare le proprie risorse e per risolvere problemi di natura psicologica o relazionale, attuata attraverso il mezzo telematico.

La comunicazione può avvenire attraverso diversi strumenti consentiti dalla tecnologia attuale:

 

A cosa serve?

In questo articolo parleremo della forma di "e-therapy" attualmente più diffusa, attuata attraverso lo scambio di e-mail tra il "professionista" e il "cliente", in assenza di comunicazioni "face-to-face".
Il termine "terapia" può generare equivoci, infatti questa forma di aiuto non va confusa con la psicoterapia fornita nel "mondo reale" da psicologi o medici specializzati: non si propone di fornire diagnosi o di trattare disturbi mentali (quantomeno questi interventi non sono a mio parere ancora attuabili perché non sufficientemente validati dalla sperimentazione e supportati da un'organizzazione adeguata dei servizi per la salute mentale - vedi anche l'articolo "Problemi e soluzioni", per un approfondimento delle indicazioni per le diverse forme di aiuto psicologico).

La "e-therapy" è paragonabile ad altre forme di aiuto alla persona quali la "terapia occupazionale", la "biblioterapia", gli interventi "corporei" (yoga, psicomotricità, tecniche espressive, danzaterapia, ecc.); è finalizzata cioè a promuovere il benessere e potenziare le risorse dell'individuo (l'accento è quindi sull'aiutare a crescere e a migliorarsi, mentre la psicoterapia classica si concentra sul tentativo di curare e riparare un danno preesistente).
Il lavoro dell'allenatore (di un qualsiasi sport) può essere paragonato all'"e-therapy": si tratta di indirizzare la persona al raggiungimento di determinati obiettivi della propria vita (affettivi, relazionali, sociali, lavorativi) attraverso il potenziamento e l'acquisizione di specifiche abilità, nonché la progettazione di strategie da attuare nel mondo reale.

Questa forma di intervento si caratterizza per la flessibilità e l'applicabilità a diverse situazioni e problemi (esistono esperienze che spaziano anche nel campo filosofico e spirituale!); a titolo di esempio ecco alcuni "temi" che possono essere affrontati con questo strumento:
- timidezza, ansia sociale, ansia da prestazione;
- situazioni di difficoltà dovute a cambiamenti nel ciclo di vita (separazioni, lutti, trasferimenti, ecc.);
- miglioramento della relazione di coppia e gestione del conflitto;
- miglioramento della relazione educativa con i figli;
- gestione dei problemi legati alla crescita dei figli;
- superamento di problemi scolastici, lavorativi e di carriera;
- sostegno a parenti di persone colpite da disturbi mentali o problemi fisici cronici;
- miglioramento delle abilità sociali, nel lavoro e nel tempo libero;

 

Come funziona?

Attualmente sono in corso diverse esperienze che cercano di sperimentare l'efficacia dei diversi metodi impiegati per raggiungere gli obiettivi sopracitati.
Tra le tecniche di intervento sperimentate sinora vorrei soffermarmi brevemente su quelle mutuate dalla psicoterapia cognitivo comportamentale.

La caratteristica centrale delle tecniche cognitivo-comportamentali è quella di proporre degli interventi mirati allo scopo, in cui si richiede un ruolo attivo e collaborativo all'utente, l'attenzione è concentrata sulla vita attuale e la durata è a breve termine. Molti dei metodi elaborati all'interno di questa corrente di studio fanno uso di strumenti (diari, schemi per l'analisi e la modificazione del comportamento, procedure per la messa in discussione e il cambiamento delle idee irrazionali) che anche nella terapia dal vivo sono veicolate dal testo scritto. Inoltre buona parte del lavoro terapeutico non avviene solo nella seduta, ma anche attraverso i "compiti per casa" (homework), in cui la persona è invitata a mettere in pratica in situazioni reali le strategie mentali e comportamentali discusse e apprese durante gli incontri.
Quindi esistono già una serie di tecniche, risultate efficaci per la promozione del cambiamento, che possono essere trasposte al contesto on-line, con piccole modifiche che tengano conto della particolarità del mezzo di comunicazione e del tipo di problemi che vengono trattati.

Naturalmente non è solo una questione di tecniche: uno degli elementi fondanti di qualsiasi relazione di aiuto o di crescita personale è costituito dalla capacità di percepire il "terapeuta" come figura di cui ci si può fidare, attraverso il quale scoprire e veicolare le proprie risorse.
E' possibile instaurare una relazione di questo genere on-line, vale a dire senza un contatto fisico reale?
Le esperienze fatte sinora sembrano dare una risposta positiva; del resto è esperienza di molti (tra cui la mia) l'aver sperimentato un profondo coinvolgimento in rapporti del tutto "virtuali", a volte addirittura non interattivi (ad esempio con autori di letteratura, in scambi epistolari, e, in Internet, attraverso le chat line). Il punto è piuttosto: quali garanzie vengono date che "l'esperto" a cui ci si affida sia veramente degno di tale fiducia? (Questo è uno dei punti dibattuti, che cercherò di approfondire più avanti).

In pratica cosa succede?

  1. Innanzitutto viene valutata (da parte di entrambi gli attori) l'opportunità di iniziare un rapporto di questo tipo (fiducia reciproca, trattabilità dei problemi, raggiungibilità degli obiettivi).
  2. Il passo successivo consiste nello: stabilire uno o più obiettivi; programmare il periodo di tempo che si ritiene necessario per raggiungerli; stabilire la frequenza "media" degli incontri "virtuali".
  3. Nella fase centrale vengono presentate le tecniche ritenute opportune per favorire il cambiamento, il loro meccanismo di azione, i vantaggi e limiti che presentano, il tipo di impegno che richiedono alla persona.
  4. La verifica dei cambiamenti avviene anche durante il percorso, a intervalli regolari .

 

Vantaggi e svantaggi della "terapia on-line"

La "terapia on-line" presenta vantaggi e limiti rispetto ad altre forme di aiuto alla persona:

Vantaggi:

  1. Permette un accesso facilitato a professionisti in grado di fornire aiuto o incoraggiamento, soprattutto a quelle persone che non trovano (o non vogliono trovare) sostegno nel proprio ambiente sociale (familiari, partner, amici, ecc.), e non riuscirebbero a rivolgersi direttamente a un servizio del proprio territorio (per timidezza, vergogna, problemi geografici, problemi fisici, ecc.).
  2. Consente una comunicazione dove sia il professionista che il cliente possono riflettere pienamente sulle questioni discusse, conservando inoltre la memoria scritta degli scambi precedenti.
  3. L'assenza di segnali non verbali (vale a dire le espressioni facciali e il linguaggio del corpo) e quindi l'attenuazione delle inibizioni sociali favorisce in genere l'apertura personale e permette di affrontare direttamente e velocemente le questioni, senza perdere troppo tempo a girarci intorno, come avviene di solito nelle interazioni faccia a faccia.
  4. L'uso del linguaggio scritto costringe i partecipanti a enfatizzare le proprie capacità logiche e razionali, contribuendo ad affrontare i problemi liberi dalla confusione creata da un eccessivo coinvolgimento emotivo.

Svantaggi:

  1. Una comunicazione fatta in assenza del canale non-verbale rischia di dar luogo a fraintendimenti e incomprensioni; l'uso delle "emoticons" può compensare solo in parte questo limite.
  2. Richiede, da parte di chi accede al servizio, la capacità e il piacere di esprimersi e comunicare attraverso la parola scritta.
  3. Esiste il rischio, se non vengono prese precauzioni adeguate (criptaggio), che i messaggi vengano intercettati e letti da persone non autorizzate.
  4. Il problema della fiducia, accennato nel paragrafo precedente: chi garantisce l'utente che la persona dall'altra parte del filo sia un professionista serio e preparato, in grado di capire veramente il suo problema e porvi rimedio con gli strumenti adeguati? Attualmente chiunque può proporsi come "terapeuta on-line", indipendentemente dalla professione o titolo di studio, vista l'assenza di leggi in questo campo.
    In questa fase di transizione sono due le possibili precauzioni da prendere a questo riguardo:
    - fare riferimento a professionisti laureati in psicologia o medicina (le cui credenziali possano essere verificate presso gli Ordini di appartenenza), sia per la competenza diagnostica (che può permettere loro di riconoscere situazioni che abbisognano di trattamenti più consistenti), sia per il rispetto (almeno in teoria!) di norme deontologiche che garantiscono il cliente;
    - fare riferimento a fornitori di "terapia on-line" che aderiscono ad Associazioni i cui appartenenti si sono impegnati a rispettare una serie di norme etiche nel lavoro con gli utenti (negli U.S.A. esistono da alcuni anni, per esempio vedi Web Counseling Standards; in Italia sono attualmente allo studio).

 

Prospettive per il futuro

Sono convinto che una diffusione allargata e l'accessibilità di questi servizi per un grande numero di persone potrebbe migliorare la qualità della vita e prevenire molti problemi psicopatologici (vedi The Internet in 10 years; Three Scenarios, dove viene descritta una ipotesi su come potrebbe evolvere in futuro la e-therapy).

Per arrivare a questo è necessario soddisfare almeno tre condizioni:

  1. La diffusione di Internet deve diventare capillare e non solo prerogativa di una elite (in Italia siamo ancora molto lontani da questo scenario, anche se pare che le cose comincino a muoversi).
  2. Va incrementata la qualità dell'informazione e dei servizi on-line (per esempio attraverso interventi legislativi e la definizione di norme etiche condivise e trasparenti, garantite da Enti "certificatori" sulla affidabilità dei siti).
  3. Va incrementata la ricerca sull'efficacia e l'ambito di applicabilità di questi interventi (alcuni risultati preliminari sono comunque incoraggianti, vedi per esempio l'articolo di A. Barak e M. Wander-Schwartz).

 

Riferimenti per l'approfondimento

Il materiale su questo argomento (per ora) è quasi tutto in inglese. Quello che segue non è naturalmente un elenco esaustivo, ma sono secondo me contributi di qualità che possono costituire l'inizio per una ricerca più approfondita.

 

 

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